Dentro il seminario di tossicologia: il punto di vista del Prof. Salomone

In occasione del seminario “Le analisi tossicologiche relative al nuovo Codice della Strada” abbiamo avuto il piacere di intervistare il Prof. Alberto Salomone, moderatore dell’evento e docente universitario presso il Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Torino.

Programma del Seminario di Tossicologia 2025

Attraverso le sue risposte, il professor Salomone ci offre una visione ampia e profonda sull’importanza di affrontare in modo multidisciplinare il tema delle analisi tossicologiche nel contesto delle recenti modifiche normative. L’intervista tocca aspetti fondamentali come la divulgazione scientifica, il ruolo delle aziende di diagnostica in vitro e la necessità di creare spazi di dialogo tra professionisti provenienti da ambiti diversi.

Un contributo prezioso per comprendere meglio il significato e l’impatto di questa giornata di lavori, e per riflettere su come la tossicologia possa contribuire concretamente alla sicurezza stradale e alla salute pubblica.

Professore, lei è stato invitato da Werfen a moderare questo seminario dedicato alle analisi tossicologiche nel contesto del nuovo codice della strada. Dal suo punto di vista scientifico e accademico, quali sono le motivazioni principali che rendono questo tema così rilevante oggi? 

Le motivazioni sono molteplici, sia scientifiche che sociali. Innanzitutto, la guida dopo aver assunto sostanze psicoattive è un reato di pericolo “presunto” in quanto non postula una lesione effettiva del bene giuridico tutelato, cioè la sicurezza della circolazione stradale e l’incolumità degli utenti. Per la realizzazione di tale reato, infatti, è sufficiente la mera esposizione al pericolo a prescindere dalla realizzazione di un evento lesivo conseguente, essendo il pericolo implicito nella realizzazione della condotta descritta. Il nuovo quadro normativo mira a garantire maggiore sicurezza stradale e al tempo stesso a tutelare i diritti dei cittadini, imponendo procedure più standardizzate e scientificamente fondate per evitare errori o interpretazioni arbitrarie. In questo senso, le analisi tossicologiche non sono solo un atto repressivo, ma soprattutto un importante strumento di prevenzione e salute pubblica fondato su rigore metodologico, tracciabilità e affidabilità del dato analitico. Inoltre, oggi assume particolare rilevanza il continuo aggiornamento delle metodiche analitiche e dei protocolli di accertamento, soprattutto in relazione ai cambiamenti dei modelli di consumo delle sostanze intendendo non solo alcol e droghe “classiche”, ma anche i farmaci e le nuove sostanze psicoattive.

In che modo le recenti modifiche al codice della strada hanno reso urgente un confronto multidisciplinare sulle analisi tossicologiche? 

Ogni modifica normativa apre questioni operative, giuridiche e, in questo caso, tossicologiche. Con la nuova legge è stato modificato l’ex articolo 187 del Codice della Strada: da “guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti o psicotrope” si è passati a “guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope”. In altre parole, non è più necessario dimostrare che la persona fosse in uno stato di alterazione psicofisica al momento della guida, ma è sufficiente che risultino tracce della sostanza e che sia verificato un collegamento temporale tra l’assunzione e la guida. Le analisi tossicologiche richiedono quindi di stabilire non solo la presenza di una sostanza ma anche quando è stata assunta, se è ancora attiva, e se può aver influenzato la guida. È quindi necessario stabilire parametri analitici robusti e criteri interpretativi chiari: ad esempio, è sufficiente una positività al test salivare per innescare la sanzione? A quale concentrazione? Senza un buon supporto multidisciplinare, si rischiano errori di accertamento o contestazione. Vanno considerati numerosi aspetti tecnici che richiedono competenze di tossicologia forense, farmacologia clinica, medicina legale, per arrivare a protocolli condivisi, formazione adeguata, e un coordinamento fra istituzioni. In tal senso, appare decisiva la Circolare emanata dai Ministeri dell’Interno e della Salute nell’aprile 2025, che fissa modalità operative per gli accertamenti tossicologici-forensi su campioni biologici (sangue, fluido del cavo orale) in grado di stabilire una correlazione temporale fra assunzione della sostanza e guida. In un’ottica di prevenzione e sicurezza stradale, l’efficacia del sistema dipende anche dalla credibilità dei controlli e dall’affidabilità delle analisi: un approccio multidisciplinare ne rafforza la qualità e aumenta la fiducia degli utenti nel sistema.

Le analisi tossicologiche hanno un impatto diretto sulla sicurezza stradale e sulla salute pubblica. Quanto è importante, secondo lei, promuovere una corretta divulgazione scientifica su questi temi? 

La corretta divulgazione è fondamentale, e la tanta disinformazione che è seguita all’annuncio della modifica del Codice ne è la prova. Questo è un tema di interesse collettivo e civico, non solo tecnico, che non può essere condizionato da video messaggi di cantanti famosi o lettere di stimati professionisti che però fanno un altro mestiere. Diversi punti, quali i rischi legati all’assunzione di sostanze o la consapevolezza dei tempi di permanenza delle sostanze nell’organismo o dei loro effetti residui sulla capacità di guida, sono fondamentali. Nelle settimane e nei mesi successivi alla riforma del Codice abbiamo assistito a numerose esternazioni e articoli sui giornali che riportavano informazioni sbagliate.  Invece, più la popolazione è informata su come funzionano le analisi e sui reali effetti delle sostanze, maggiore è la prevenzione degli incidenti e la riduzione dei comportamenti pericolosi (e anche la fiducia verso le istituzioni).

Come moderatore, quali aspetti ritiene fondamentali per stimolare un dialogo costruttivo tra i relatori e il pubblico? Inoltre, c’è un messaggio chiave che spera emerga dalla giornata di lavori? 

Credo che per stimolare un dialogo davvero costruttivo tra relatori e pubblico sia fondamentale, prima di tutto, promuovere un confronto aperto e multidisciplinare. Ognuno di noi porta una prospettiva e un’esperienza diversa, e solo mettendole in relazione possiamo costruire una visione più completa e utile per la nostra comunità. Anche se sarà una giornata tra addetti ai lavori, è ovviamente importante usare un linguaggio chiaro, accessibile, che permetta a tutti di capire temi complessi come quelli delle analisi tossicologiche e delle nuove norme sulla guida dopo l’assunzione di sostanze.

Inoltre, speriamo che il pubblico si senta parte attiva: le domande, le osservazioni e le esperienze personali arricchiscono la discussione e aiutano noi relatori a cogliere le esigenze reali di chi vive questi temi ogni giorno.

Il messaggio chiave che spero emerga dalla giornata è che la sicurezza stradale e la tutela della salute non si costruiscono solo con le leggi e con le conferenze stampa, ma con la conoscenza e la collaborazione.
Conoscere significa prevenire. Collaborare tra discipline e comunicare in modo corretto significa garantire giustizia e proteggere la salute e la sicurezza di tutti.

Quale ruolo possono e devono avere le aziende di diagnostica in vitro, come Werfen, nella formazione e nella divulgazione scientifica in ambito tossicologico? 

Le aziende come Wefen possono avere un ruolo fondamentale e rappresentare un valore aggiunto per l’intero sistema scientifico e sanitario. Da un lato, possono contribuire alla formazione dei professionisti coinvolti organizzando corsi ECM per l’educazione continua, workshop e programmi di aggiornamento sulle nuove tecnologie diagnostiche, sui metodi in vitro e sulle normative di riferimento. In questo modo aiutano a diffondere conoscenze aggiornate e a migliorare la qualità delle analisi e dell’interpretazione dei dati. Dall’altro lato, possono avere un importante ruolo nella divulgazione, comunicando in modo chiaro e rigoroso i progressi della ricerca, partecipando a congressi e promuovendo studi, in maniera trasparente, favorendo un’informazione corretta e basata sull’evidenza scientifica.

Infine (anche se non me lo avete chiesto!), le aziende di diagnostica in vitro possono essere motrici di innovazione, contribuendo allo sviluppo di nuovi test e biomarcatori che rendano la tossicologia più efficace, etica e sostenibile, anche riducendo l’uso di modelli animali, il consumo di energia e la produzione di rifiuti. 

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