Con la Dottoressa Manuela Pellegrini dell’ISS approfondiamo le nuove linee di indirizzo per identificare sostanze d’abuso e NPS nelle matrici biologiche.
Le nuove sostanze psicoattive, l’evoluzione delle droghe tradizionali e la crescente richiesta di accertamenti tossicologici rendono sempre più necessario disporre di procedure condivise, affidabili e scientificamente solide. Per rispondere a questa esigenza, l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato il Rapporto ISTISAN 26/8 “Linee di indirizzo per la determinazione delle sostanze d’abuso e nuove sostanze psicoattive nelle matrici biologiche”, un documento che mira ad armonizzare le pratiche analitiche e a garantire qualità, tracciabilità e valore medico-legale dei risultati.
In questa intervista, la Dott.ssa Manuela Pellegrini, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità e coautrice del Rapporto, illustra i principali contenuti del documento: dalla scelta della matrice biologica più appropriata alla gestione del campione, dall’identificazione delle nuove sostanze psicoattive ai temi della validazione dei metodi e del controllo di qualità. Un confronto utile per tutti i professionisti della tossicologia che ogni giorno devono affrontare la sfida di sostanze in continua evoluzione e garantire risultati sempre più accurati e confrontabili.
🎤 Le nuove sostanze psicoattive (NPS) rappresentano una sfida in continua evoluzione per i laboratori. Quali sono le principali novità introdotte da queste Linee di indirizzo per supportare i professionisti nell’identificazione e nel monitoraggio di sostanze sempre nuove e spesso difficili da rilevare?
Le analisi delle Nuove Sostanze Psicoattive (NPS) nelle matrici biologiche trovano applicazione in molteplici contesti, con finalità differenti a seconda dell'ambito di utilizzo: clinico, tossicologico-forense o di sanità pubblica per il monitoraggio epidemiologico dei consumi.
Il principale elemento innovativo di queste Linee di indirizzo è l'introduzione di criteri operativi standardizzati, che accompagnano il professionista lungo l'intero percorso analitico. Il documento fornisce indicazioni sulla scelta della matrice biologica più appropriata in relazione al quesito diagnostico o forense, definisce le corrette modalità di raccolta, conservazione e gestione dei campioni e dedica particolare attenzione agli aspetti documentali, quali la catena di custodia, il consenso informato e la refertazione, elementi essenziali per garantire la validità delle analisi, soprattutto in ambito medico-legale.
Le Linee di indirizzo raccomandano inoltre l'impiego di metodiche analitiche ad elevata sensibilità, selettività e specificità, basate principalmente sulla cromatografia accoppiata alla spettrometria di massa, oggi considerata il riferimento per l'identificazione e la conferma delle sostanze d'abuso e delle nuove sostanze psicoattive.
Un ulteriore aspetto qualificante del documento è l’attenzione rivolata alla validazione dei metodi analitici e sulla partecipazione a programmi di controllo di qualità interni ed esterni, strumenti indispensabili per armonizzare le procedure operative tra i laboratori, garantire risultati affidabili e confrontabili e assicurare il loro pieno valore clinico, scientifico e medico-legale.
Infine, le Linee di indirizzo evidenziano la necessità di un costante aggiornamento delle metodiche analitiche, indispensabile per consentire ai laboratori di rispondere alla continua evoluzione del mercato delle NPS, caratterizzato dalla rapida comparsa di nuove molecole e dalla crescente complessità dei profili di consumo.
L'obiettivo finale è pertanto quello di mettere a disposizione dei professionisti un documento, scientificamente solido e costantemente aggiornabile, in grado di uniformare le procedure analitiche, migliorare la capacità di identificare le sostanze emergenti, rafforzare il monitoraggio epidemiologico e contribuire alla tutela della salute pubblica.
🎤Il documento dedica ampio spazio alla gestione delle matrici biologiche e agli aspetti preanalitici. Quanto incidono una corretta raccolta, conservazione e gestione del campione sull’affidabilità del risultato tossicologico e quali sono gli errori più frequenti che i laboratori dovrebbero evitare?
La fase preanalitica rappresenta uno degli aspetti più critici dell'intero processo tossicologico. La qualità del risultato analitico dipende infatti non solo dalle prestazioni della metodica utilizzata, ma anche dalla corretta gestione del campione biologico fin dal momento del prelievo. Errori nella raccolta, nella conservazione o nel trasporto possono compromettere l'integrità degli analiti, determinandone la degradazione, la contaminazione o addirittura la perdita, con il rischio di ottenere risultati non affidabili, inclusi falsi negativi o falsi positivi.
Per questo motivo, le Linee di indirizzo dedicano particolare attenzione alla standardizzazione delle procedure preanalitiche per ciascuna matrice biologica, fornendo indicazioni specifiche sulle modalità di raccolta, sui dispositivi da utilizzare, sulle condizioni di conservazione, sui tempi di trasporto e sulla gestione delle eventuali non conformità. Un altro aspetto fondamentale è la corretta documentazione dell'intero percorso del campione, attraverso la catena di custodia, indispensabile soprattutto nelle indagini con finalità medico-legali, per garantire tracciabilità, integrità e validità probatoria del reperto biologico.
Tra gli errori più frequenti rientrano l'utilizzo di contenitori o dispositivi non idonei, una conservazione a temperature non adeguate, tempi eccessivi tra il prelievo e l'analisi, campioni di volume insufficiente, contaminazioni accidentali o manipolazioni improprie e l'incompleta compilazione della documentazione di accompagnamento. A questi si aggiungono il mancato rispetto della catena del freddo e della catena di custodia, che possono compromettere sia la qualità analitica sia la validità medico-legale del risultato.
L'obiettivo delle Linee di indirizzo è proprio quello di ridurre al minimo queste criticità attraverso procedure operative uniformi e validate, affinché ogni laboratorio possa garantire risultati accurati, riproducibili e confrontabili, indipendentemente dal contesto applicativo, sia esso clinico, forense o di sanità pubblica.
🎤Standardizzazione, validazione dei metodi e controllo di qualità sono temi centrali delle Linee di indirizzo. Quali benefici concreti possono aspettarsi i laboratori dall’adozione di queste raccomandazioni, sia in termini di qualità analitica sia di armonizzazione e confrontabilità dei risultati tra strutture diverse?
La standardizzazione protocolli operativi, la validazione dei metodi analitici e l'implementazione di programmi di controllo di qualità costituiscono i requisiti essenziali per garantire l'affidabilità e la tracciabilità del dato tossicologico. In un panorama caratterizzato dalla continua comparsa di nuove sostanze psicoattive, è fondamentale che i laboratori producano risultati comparabili e scientificamente solidi, indipendentemente dalla metodologia o dalla strumentazione impiegata.
L'adozione delle raccomandazioni contenute nelle Linee di indirizzo consente ai laboratori di uniformare l'intero processo analitico, dalla fase preanalitica alla refertazione, attraverso l'impiego di procedure validate secondo criteri riconosciuti a livello internazionale e l'utilizzo di metodiche caratterizzate da elevata sensibilità, selettività e robustezza.
La partecipazione ai programmi di controllo di qualità interni ed esterni consente il monitoraggio continuo delle prestazioni analitiche, l’individuazione tempestiva di eventuali criticità ed il miglioramento costante dei processi analitici al fine di ottenere dati certi ed affidabili . Tale approccio risulta fondamentale in ambito clinico-diagnostico ma soprattutto in ambito forense, dove il risultato analitico può costituire un elemento probatorio con importanti implicazioni medico-legali
Un ulteriore beneficio è rappresentato dall'armonizzazione delle procedure tra le diverse strutture. L'utilizzo di criteri condivisi per la raccolta dei campioni, la validazione dei metodi, l'interpretazione e la refertazione dei risultati favorisce la confrontabilità dei dati prodotti dai diversi laboratori, migliora la collaborazione tra i centri e rende più efficace il monitoraggio epidemiologico delle sostanze emergenti sul territorio nazionale.
In definitiva, queste Linee di indirizzo non rappresentano soltanto un insieme di raccomandazioni tecniche, ma uno strumento per promuovere una cultura della qualità nelle analisi tossicologiche. L'obiettivo è assicurare che i risultati siano accurati, riproducibili, confrontabili e dotati del necessario rigore scientifico, a beneficio dell'attività clinica, della giustizia e delle strategie di tutela della salute pubblica.
📝Scarica qui il documento: Rapporto ISTISAN 26/8 “Linee di indirizzo per la determinazione delle sostanze d’abuso e nuove sostanze psicoattive nelle matrici biologiche”,