Tossicologia Forense 5.0: la scienza al servizio della società

In vista del Congresso GTFI 2026 di Bologna, abbiamo intervistato la Prof.ssa Jennifer Pascali per esplorare sfide, innovazione e futuro della tossicologia.

Il 9 e 10 ottobre Bologna ospiterà il Congresso GTFI 2026, appuntamento di riferimento per la comunità della tossicologia forense italiana. Un'edizione che guarda al futuro già dal titolo,"Tossicologia Forense 5.0: da contributo alle Scienze Forensi a valore per la Società", mettendo al centro il ruolo sempre più strategico della disciplina nel collegare laboratorio, sanità pubblica, medicina legale e sistema giudiziario.

Tra nuove sostanze psicoattive, drug-facilitated crimes, intelligenza artificiale e sostenibilità dei processi analitici, il congresso promette di affrontare alcuni dei temi più attuali e rilevanti per il settore. Per capire quale visione guiderà il confronto scientifico e quali sfide attendono i professionisti nei prossimi anni, ToxiTalk ha incontrato la Jennifer Pascali, docente dell'Università di Bologna e organizzatrice dell'evento.

Con lei abbiamo parlato di innovazione, interpretazione del dato tossicologico e del valore che questa disciplina può generare per la società, ben oltre i confini delle scienze forensi.

🎤Prof.ssa Pascali, il titolo del Congresso GTFI 2026 è "Tossicologia Forense 5.0: da contributo alle Scienze Forensi a valore per la Società". Quale messaggio desiderate trasmettere attraverso questo tema e perché ritiene che sia particolarmente attuale oggi?

Con il titolo “Tossicologia Forense 5.0: da contributo alle Scienze Forensi a valore per la Società” vogliamo sottolineare la continua evoluzione della nostra disciplina; la tossicologia forense non può più essere considerata soltanto una disciplina tecnica chiamata a fornire un dato analitico o a rispondere a un singolo quesito giudiziario. Oggi rappresenta una disciplina di riferimento che collega laboratorio, medicina legale, giustizia e sanità pubblica.

🎤Il programma di quest'anno affronta argomenti che incidono direttamente sulla vita dei cittadini, dalla sicurezza stradale ai Drug-Facilitated Crimes. Quali sono, a suo avviso, le principali sfide che la tossicologia forense è chiamata ad affrontare nel contesto attuale?

Le principali sfide sono legate alla crescente complessità dei fenomeni da studiare e alla necessità di trasformare il dato tossicologico in un’informazione realmente utile per la giustizia e la tutela delle persone.  Le difficoltà analitiche e interpretative assumono talvolta i contorni di vere e proprie emergenze. Nei Pronto Soccorso, ad esempio, la diagnosi e la gestione delle intossicazioni acute possono risultare incomplete o tardive perché le Nuove Sostanze Psicoattive (NPS) e altre sostanze inusuali spesso non sono intercettate dai comuni test di screening disponibili nella pratica clinica. È quindi necessario disporre di metodiche analitiche aggiornate, sensibili e specifiche, capaci di identificare sostanze non incluse nei pannelli routinari e di fornire risultati in tempi compatibili con le esigenze assistenziali.

Analogamente, nei casi di drug-facilitated crimes, inclusa la violenza sessuale facilitata dall’uso di sostanze, è essenziale poter contare su protocolli condivisi e rigorosi per la tempestiva raccolta, conservazione e analisi dei campioni biologici. La breve finestra di rilevabilità di molte sostanze, l’eventuale impiego di composti atipici o rapidamente eliminati e la frequente tardività della denuncia rendono indispensabili strategie diagnostiche avanzate e procedure preanalitiche adeguate, in grado di tutelare sia la persona offesa sia il valore probatorio dell’accertamento.

Una prima sfida è quindi certamente analitica, ma la seconda grande sfida rimane l’interpretazione. Persistono criticità legate ai contesti singoli e locali. Affinché la Tossicologia Forense diventi davvero un "valore per la Società", è indispensabile che le istituzioni affrontino queste problematiche in maniera organica e strutturale sul territorio italiano.

🎤Tra le novità del Congresso figurano sessioni dedicate all'Intelligenza Artificiale e alla Green Chemistry. In che modo queste innovazioni stanno trasformando il lavoro del tossicologo forense e quali prospettive aprono per il futuro della disciplina?

L’inserimento di una sessione dedicata all’Intelligenza Artificiale rispecchia una trasformazione già in atto nelle scienze forensi. Non parliamo di tecnologie destinate a sostituire il tossicologo forense, ma di strumenti che possono ampliare la sua capacità di analizzare dati complessi. La Green Chemistry, invece, interviene direttamente sull’organizzazione del metodo analitico. Significa ridurre il consumo di solventi e reagenti, limitare i rifiuti chimici, privilegiare procedure miniaturizzate e migliorare l’efficienza energetica, mantenendo prestazioni analitiche adeguate allo scopo forense. Approcci come il microsampling, l’uso di dried blood spot o dried matrix spot, le estrazioni miniaturizzate e l’ottimizzazione delle metodiche cromatografiche possono ridurre l’impatto ambientale e i costi operativi, oltre a rendere più agevole la raccolta, il trasporto e la conservazione dei campioni in alcuni contesti. L’Intelligenza Artificiale e la Green Chemistry rappresentano quindi due leve complementari: la prima può aumentare la capacità di gestire dati complessi; la seconda rende i processi analitici più sostenibili senza rinunciare a qualità, affidabilità e valore probatorio.

🎤Se dovesse convincere in pochi secondi un professionista del settore, un giovane ricercatore o uno studente a partecipare al Congresso di Bologna, quali sarebbero i tre motivi principali per cui non dovrebbe mancare?

Sinteticamente potrei rispondere “Per la scienza, per le persone e per Bologna”! Come da tradizione i nostri Congressi offrono la possibilità confrontarsi e di condividere prospettive nell’ambito sia della ricerca che delle realtà operative. Non sono quindi soltanto una occasione per presentare risultati scientifici, ma uno spazio di dialogo su criticità interpretative, metodologiche e organizzative che ognuno di noi incontra nel proprio lavoro. Direi che i nostri Congressi sono il luogo ideale per avviare collaborazioni, trovare spunti per progetti e, perché no, fare “quella domanda” ai colleghi più esperti che durante l’anno resta spesso in sospeso. Ai giovani ricercatori vorrei ricordare soprattutto che questa disciplina è al servizio della società: il dato analitico non è mai fine a sé stesso, ma può contribuire concretamente alla tutela della salute, alla protezione delle persone vulnerabili e a decisioni più solide in ambito clinico e giudiziario.

E infine, in un contesto come Bologna, città che sa accogliere, far incontrare e far mangiare bene, il networking ha decisamente un altro sapore!

📝Scarica qui il Programma dell'evento: Congresso Nazionale GTFI "Tossicologia Forense 5.0 - Da contributo alle Scienze Forensi a valore per la Società", 9-10 ottobre 2026, Bologna